Severini: “San Biagio isola felice. Ci salveremo”

 

OSIMO – Anche lui come tanti compagni di squadra con una gran voglia di emergere, riscattarsi dalle ultime delusioni. Si presenta così un altro giovane neo-sambiagese. Luca Severini (nella foto), ex Passatempese e Filottranese, 21 anni, è l’ultimo arrivato in casa biancorossa, osimano doc, studente alla facoltà di Ingegneria Civile e Ambientale ad Ancona, milanista.

 

Luca, dove sei cresciuto calcisticamente e con chi il tuo esordio in prima squadra?
“Incominciai a dare i miei primi calci alla palla nell'Osimo Stazione nel '98/'99. Rimasi fino al 2002/2003, quando passai all'Osimo calcio dove disputai ottimi campionati giovanili fino al passaggio, forse prematuro, con la juniores dell'Osimana nel '07/'08. Feci la preparazione e cominciai il campionato ma dopo un paio di giornate neanche, ebbi un infortunio alla schiena che mi  tenne fuori dal campo di gioco per 3 mesi abbondanti; ricominciai ad allenarmi con calma da solo e finì poi la stagione allenandomi con la prima squadra. L'anno successivo, stagione 2008/2009, la società aveva deciso di puntare su di me come fuoriquota in prima squadra, io felice incominciai questa avventura che purtroppo però si interruppe dopo poco non trovandomi a mio agio con gruppo e allenatore. Mi contattò, dunque, l'attuale allenatore della juniores della Passatempese, Silvano Palpacelli. Cominciai dunque il campionato juniores lì con ottime prestazioni e per questo già a dicembre passai in prima squadra nella quale alternai panchine, tribune e partite con la juniores. Il mio esordio? All'ultima giornata del campionato, Falconarese- Passatempese. Nonostante la netta sconfitta per 3 a 0, disputai un ottima gara. L'anno successivo collezionai circa 35 presenze”.

Le tue caratteristiche tecniche?

“Sicuramente per mia natura fisica sono abile nel colpo di testa e negli scontri fisici. Il mio piede preferito è il destro ma uso tranquillamente anche l'altro piede; possiedo un buon calcio ed una buona mira. Non sono molto rapido data la stazza ma sopperisco con un buona resistenza”.

Il ruolo che preferisci in mezzo al campo e quelli nei quali sai adattarti?
“Sinceramente non c'è un ruolo che mi contraddistingue, sicuramente sfrutto al meglio le mie caratteristiche in tutti i ruoli del reparto difensivo, ma so comunque adattarmi anche sulla mediana. Mi reputo un giocatore abbastanza polivalente e soprattutto a completa disposizione del mister, in campo cerco di dare sempre il massimo”.

Come mai a settembre la scelta di andare dalla Passatempese alla Filottranese e adesso di cambiare di nuovo dopo appena 4 mesi?
“Questa stagione non è quella fortunata. Ho cominciato a Passatempo dove la società sembrava avere dei buoni propositi nei miei confronti, ma poi numerosi problemi si sono fatti avanti: il ripescaggio in Promozione e la conseguente regola dei fuoriquota. La società si è mossa sul mercato comprando giocatori molto blasonati e naturalmente non guardando, come tutte le società italiane , nel proprio vivaio. Alla seconda giornata di campionato non avevo neanche avuto il privilegio di sedere in panchina e non vedevo sicuramente buone prospettive dato che nella ‘graduatoria’ avevo davanti a me ben 5 giocatori. A 20anni l'unica cosa che mi sarebbe servita per migliorare ancora era giocare e per questo mi sono guardato in giro e la prima squadra che era interessata a me era la Filottranese e dopo aver parlato con ds e mister decisi di lasciare la Passatempese. L'esperienza alla Filottranese non è stata proprio come l'avevo immaginata, il mister non mi schierò mai come pensavo avrebbe fatto e dopo 4 mesi di sacrifici di comune accordo con la società abbiamo deciso di chiudere”.

La decisione di venire proprio a San Biagio da cosa è dipesa?
“San Biagio è un pò come un'isola felice dove concludere questa avversa stagione cercando un pò di tranquillità e di serenità, allenandomi con umiltà e mettendomi a disposizione di una società che ha come primo obbiettivo quello di far crescere dei giovani, cosa molto rara oggigiorno”.

Come sta andando queste prime due settimane col gruppo? Conoscevi già qualcuno?
“Sono andate discretamente, sicuramente utilizzando due spogliatoi sto facendo molto più conoscenza con quelli del mio spogliatoio ma non ho nessun problema neanche con gli altri. Poi mi ha aiutato il fatto di conoscere diversi ragazzi”.

Il tuo obiettivo personale per questa parte finale di stagione?
“Quello di allenarmi bene cercando di dare in qualsiasi modo il mio contributo alla squadra sia in campo che fuori. Cercare la serenità dopo una metà di stagione avversa”.

Ci sarà da soffrire per raggiungere la salvezza? Dove può arrivare questo San Biagio per te?
“In ogni stagione c'è sempre da soffrire dall'inizio alla fine sia che stai in testa sia che sei nella zona a rischio. Il San Biagio ha un ottimo gruppo con delle buonissime individualità. Il compito più arduo sicuramente è quello del mister di cercare di trovare l'assetto migliore e di far emergere al meglio le qualità di ognuno di noi. Credo che la salvezza sia un obbiettivo alla nostra portata, ma per raggiungerlo bisogna camminare a testa bassa e presentarsi ogni giornata in campo con la voglia di dimostrare a noi stessi in primis che non abbiamo nulla in meno degli altri".

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