Futsal come l’Araba Fenice, rinasce dalle sue ceneri. Luchetti: “Siamo compatti”
OSIMO – Come l’Araba Fenice il San Biagio calcio a 5 rinasce dalle sue ceneri. Sembrava spacciato. Terz’ultimo e sotto 4-1 in casa della penultima, il Cus Camerino, con la sesta sconfitta consecutiva alle porte che avrebbe messo virtualmente ko chiunque. Costringendo a giocarsi la salvezza ipotetica nella complicatissima roulette russa dei playout, ai quali si sarebbe rassegnato il Galletto versione futsal uscendo battuto da Camerino. Invece un time out del coach. Uno scatto d’orgoglio. Un po’ di Provvidenza. Magari anche un calo dell’avversario, poi impaurito dal rischio rimonta. Ed ecco materializzarsi una impresa titanica. Come l’Araba Fenice il San Biagio prende corpo, minuto dopo minuto, e si rialza con veemenza, col fuoco nelle vene, rimontando fino al 4-4. Rischiando di nuovo di capitolare, ma trovando il gol della vittoria incredibile, pesantissima e ormai inaspettata, all’ultimo minuto. Col capitano, rientrato appena tre settimane fa da un infortunio diabolico. Il gruppo di coach Lorenzini vince in definitiva a Camerino ribaltando una gara da psicodramma, non adatta ai deboli di cuore. E torna a fare punti dopo un mese e mezzo da incubo.
Il match, al quale il Galletto si presenta senza tre assenti importanti come Torriani, Conti e il cannoniere del gruppo Pasquini, inizia con sostanziale equilibrio e occasioni per entrambe, poi come al solito un episodio la sblocca: schema su rimessa laterale con tiro diretto e deviazione biancorossa che convalida conclusione e gol. Il Galletto è tramortito e prende anche il 2-0. Panetti, anche lui rientrato da un infortunio, accorcia rubando palla al centrale camerte. Sembra poter cambiare inerzia la gara ma è un fuoco di paglia, visto che il Cus Camerino si riporta avanti di due. All’intervallo è 3-1: mani tra i capelli.
Lorenzini chiama i suoi a reagire ma dagli spogliatoi esce un Camerino ancora impavido che, su punizione, trova pure il 4-1 che beffa Lorenzini, portiere che fa il debutto stagionale in assenza di Torriani e D’Amico, nel match forse più delicato dell’anno: chapeau. Sembra finita sotto di tre. Invece no. Il coach chiama time out. Solletica le corde dell’orgoglio, del gruppo, dell’onore, dei colori da difendere, dell’obiettivo da raggiungere, dei denti da stringere. E così a 16 minuti dalla fine arriva il secondo gol biancorosso con Strappato. Il Galletto si rianima e con Cannuccia, in azione personale, la riapre del tutto. Sul 4-3 il Cus Camerino prende paura e cede. E’ Cannuccia a tirarlo giù a tre minuti dalla fine dopo uno scambio in area con Monteferrante. Sul 4-4 anche il Galletto barcolla, tra l’adrenalina della rimonta e il timore di perderla come 7 giorni prima con l’Aurora, quando rimontò due reti me venne beffato al fotofinish 5-4. Questa volta accade il contrario. Il Camerino sfiora il gol ma anche il Galletto con Coacci. Lo stesso che a 60 secondi dalla fine serve a Luchetti la palla da mettere dentro per il riscatto e la rinascita. Il capitano ci si piomba con tutto sé stesso, letteralmente. E da terra la mette dentro per l’apoteosi biancorossa da infarto. Come lo sono gli ultimissimi secondi, nei quali il Cus prova a rimediarla, ma senza riuscirci. Questa volta la Dea Bendata si ricorda del San Biagio calcio a 5, ma senza una prestazione di cuore e di orgoglio di questa portata, non sarebbe certamente bastata.
La classifica resta brutta col San Biagio terz’ultimo, ma si riprende fiato. Le avversarie alla salvezza non sono distanti. Per rimettersi totalmente in gioco bisognerà insistere venerdì prossimo al PalaSturiale col Numana. Quasi una gara da dentro o fuori. Vincendo si può puntare alla salvezza diretta, altrimenti i playout saranno quasi inevitabili rimanendo poi solo tre gare, di cui due in trasferta, tutte con avversarie ancora in corsa per i playoff tra l’altro.
Il commento post gara del capitano Alessandro Luchetti: “Parto dal mio gol, quello del 5-4, c’è stata una palla recuperata, due contro uno per noi, ho visto Youri Coacci libero, gli ho servito la palla e mi sono fiondato sul secondo palo, la palla è tornata un po’ lunga quindi mi sono buttato in scivolata cercando di chiudere l’angolo, ho preso tutto, palo e palla, che per fortuna è entrata dentro, il Dio del futsal ci ha ridato quello che ci aveva tolto nelle gare precedenti. Sapevamo che era una gara difficile, non pensavo così tanto, ma guardando i risultati del Camerino in effetti era una squadra in forma, non quella dell’andata, ci hanno messo in difficoltà, giravano bene palla. Poi sono un po’ calati loro, mentre noi siamo venuti fuori bene alla distanza. E’ stato un periodo difficile, ma le prestazioni le abbiamo sempre fatte, tranne magari a Recanati, per il resto avevamo sempre giocato, non siamo mai stati randellati, le abbiamo tirate tutte le partite. Il gruppo è compatto. Siamo tutti centrati in allenamento, a cena insieme, determinati e uniti. L’obiettivo salvezza è raggiungibile, la classifica è corta e questo ci permette di puntare anche a quella diretta ma guardiamo partita per partita cercando di fare più punti possibili. Dopo il derby con l’Osimo Five si potrà fare qualche valutazione ma prima no, pensiamo a vincerle. Iniziando col Numana che venerdì scorso ha fermato il Recanati. Da un lato ci ha fatto un piacere ma dall’altro ci dimostra che non molla niente. Noi dovremo non sottovalutarli e al contempo far valere di più il fattore casa, dove abbiamo raccolto troppo poco. Come valuto la mia stagione? Sfortunata, sono stato fermo due mesi, e per fortuna di mezzo c’è stata la pausa natalizia, impossibile darmi un voto con così tante assenze, ma da capitano non ho saltato un allenamento e una gara, anche da indisponibile. Ora mi sento meglio dopo tre gare. Ho rimesso minuti nelle gambe, quindi potrò dare il mio contributo al gruppo dopo un infortunio sfortunato al piede, che ogni tanto si fa sentire ma stringo i denti e andiamo avanti. Ci tengo a fare i complimenti a Nicolò Lorenzini, non era facile sostituite Torriani, non ha mai saltato un allenamento. Grazie a lui e a Michele (Molinelli, ndr) ci siamo sempre allenati con 2-3 portieri, non era facile venerdì scorso per Nicolò fare una prestazione importante da titolare in una gara così delicata, merita una menzione speciale”.

