mercoledì 01/02/2012
Severini: “S.Biagio isola felice. Ci salveremo”
OSIMO - Anche lui come tanti compagni di squadra con una gran voglia di
emergere, riscattarsi dalle ultime delusioni. Si presenta così un altro giovane
neo-sambiagese. Luca Severini (nella foto), ex Passatempese e
Filottranese, 21 anni, è l’ultimo arrivato in casa biancorossa, osimano doc,
studente alla facoltà di Ingegneria Civile e Ambientale ad Ancona, milanista.
Luca,
dove sei cresciuto calcisticamente e con chi il tuo esordio in prima squadra?
“Incominciai a dare i miei primi calci alla palla nell'Osimo Stazione nel
'98/'99. Rimasi fino al 2002/2003, quando passai all'Osimo calcio dove disputai
ottimi campionati giovanili fino al passaggio, forse prematuro, con la juniores
dell'Osimana nel '07/'08. Feci la preparazione e cominciai il campionato ma dopo
un paio di giornate neanche, ebbi un infortunio alla schiena che mi tenne fuori
dal campo di gioco per 3 mesi abbondanti; ricominciai ad allenarmi con calma da
solo e finì poi la stagione allenandomi con la prima squadra. L'anno successivo,
stagione 2008/2009, la società aveva deciso di puntare su di me come fuoriquota
in prima squadra, io felice incominciai questa avventura che purtroppo però si
interruppe dopo poco non trovandomi a mio agio con gruppo e allenatore. Mi
contattò, dunque, l'attuale allenatore della juniores della Passatempese,
Silvano Palpacelli. Cominciai dunque il campionato juniores lì con ottime
prestazioni e per questo già a dicembre passai in prima squadra nella quale
alternai panchine, tribune e partite con la juniores. Il mio esordio? All'ultima
giornata del campionato, Falconarese- Passatempese. Nonostante la netta
sconfitta per 3 a 0, disputai un ottima gara. L'anno successivo collezionai
circa 35 presenze”.
Le tue caratteristiche tecniche?
“Sicuramente per mia natura fisica sono abile nel colpo di testa e negli scontri
fisici. Il mio piede preferito è il destro ma uso tranquillamente anche l'altro
piede; possiedo un buon calcio ed una buona mira. Non sono molto rapido data la
stazza ma sopperisco con un buona resistenza”.
Il ruolo che preferisci in mezzo al campo e quelli nei quali sai adattarti?
“Sinceramente non c'è un ruolo che mi contraddistingue, sicuramente sfrutto
al meglio le mie caratteristiche in tutti i ruoli del reparto difensivo, ma so
comunque adattarmi anche sulla mediana. Mi reputo un giocatore abbastanza
polivalente e soprattutto a completa disposizione del mister, in campo cerco di
dare sempre il massimo”.
Come mai a settembre la scelta di andare dalla Passatempese alla Filottranese
e adesso di cambiare di nuovo dopo appena 4 mesi?
“Questa stagione non è quella fortunata. Ho cominciato a Passatempo dove la
società sembrava avere dei buoni propositi nei miei confronti, ma poi numerosi
problemi si sono fatti avanti: il ripescaggio in Promozione e la conseguente
regola dei fuoriquota. La società si è mossa sul mercato comprando giocatori
molto blasonati e naturalmente non guardando, come tutte le società italiane ,
nel proprio vivaio. Alla seconda giornata di campionato non avevo neanche avuto
il privilegio di sedere in panchina e non vedevo sicuramente buone prospettive
dato che nella ‘graduatoria’ avevo davanti a me ben 5 giocatori. A 20anni
l'unica cosa che mi sarebbe servita per migliorare ancora era giocare e per
questo mi sono guardato in giro e la prima squadra che era interessata a me era
la Filottranese e dopo aver parlato con ds e mister decisi di lasciare la
Passatempese. L'esperienza alla Filottranese non è stata proprio come l'avevo
immaginata, il mister non mi schierò mai come pensavo avrebbe fatto e dopo 4
mesi di sacrifici di comune accordo con la società abbiamo deciso di chiudere”.
La decisione di venire proprio a San Biagio da cosa è dipesa?
“San Biagio è un pò come un'isola felice dove concludere questa avversa
stagione cercando un pò di tranquillità e di serenità, allenandomi con umiltà e
mettendomi a disposizione di una società che ha come primo obbiettivo quello di
far crescere dei giovani, cosa molto rara oggigiorno”.
Come sta andando queste prime due settimane col gruppo? Conoscevi già
qualcuno?
“Sono andate discretamente, sicuramente utilizzando due spogliatoi sto
facendo molto più conoscenza con quelli del mio spogliatoio ma non ho nessun
problema neanche con gli altri. Poi mi ha aiutato il fatto di conoscere diversi
ragazzi”.
Il tuo obiettivo personale per questa parte finale di stagione?
“Quello di allenarmi bene cercando di dare in qualsiasi modo il mio
contributo alla squadra sia in campo che fuori. Cercare la serenità dopo una
metà di stagione avversa”.
Ci sarà da soffrire per raggiungere la salvezza? Dove può arrivare questo San
Biagio per te?
“In ogni stagione c'è sempre da soffrire dall'inizio alla fine sia che stai
in testa sia che sei nella zona a rischio. Il San Biagio ha un ottimo gruppo con
delle buonissime individualità. Il compito più arduo sicuramente è quello del
mister di cercare di trovare l'assetto migliore e di far emergere al meglio le
qualità di ognuno di noi. Credo che la salvezza sia un obbiettivo alla nostra
portata, ma per raggiungerlo bisogna camminare a testa bassa e presentarsi ogni
giornata in campo con la voglia di dimostrare a noi stessi in primis che non
abbiamo nulla in meno degli altri".